Il programma

Laboratori esperienziali presso Azobè ODV-Pesaro

17 febbraio ore: 17,30 /19,15 : Prof.ssa Semprucci – Diversità della fauna microscopica della sabbia

3 marzo ore: 17,30 /19,15 : Dott.ssa Grassi – Diversità della fauna microscopica del suolo

17 marzo ore: 17,30 /19,15 :  Prof.ssa  Guidi  – Diversità della macrofauna

31 marzo ore: 17,30 /19,15 :  Prof.ssa  Casabianca – Diversità delle microalghe marine

Date delle mostre sede orario:

sabato 18 luglio ore 18:00 

SUL FONDO DEL MARE-mostra fotografica e conferenza Pesaro, Museo Della Marineria Washington Patrignani

relatori: prof.ssa Federica Semprucci e Eleonora Grassi Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, (DiSB)

sabato 5 settembre ore 18:00 

GLI INVISIBILI-mostra fotografica e conferenza Pesaro, Museo Della Marineria Washington Patrignani

relatori: prof.ssa Federica Semprucci e Eleonora Grassi Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, (DiSB)

6 ottobre ore 9:00 Convegno presso l’Aula Magna del campus Scientifico E. Mattei dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo 

SUL FONDO DEL MARE
Mostra fotografica e conferenza

Venerdì 18 luglio alle ore 18 nel Parco di Villa Molaroni, sarà inaugurata la mostra, “Sul fondo del mare” del fotografo subacqueo Marco Boncompagni a cui farà seguito la conferenza “Sul fondo del mare”; relatrici Prof.ssa Federica Semprucci e Dr.ssa Eleonora Grassi,  Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

In mare, vedere non è mai un atto scontato. L’occhio umano e l’obiettivo fotografico sono strumenti potenti, ma inevitabilmente limitati: dipendono dalla luce, dalla trasparenza dell’acqua, dalle correnti, dalla distanza e dal tempo a disposizione per lo scatto. A questo si aggiunge la straordinaria capacità degli organismi marini di sottrarsi allo sguardo, di confondersi con l’ambiente, di trasformare il mimetismo in una strategia di sopravvivenza. Così, la macrobiodiversità marina, che a prima vista potrebbe apparire accessibile, si presenta invece come un territorio di soglie: visibile, sì, ma non immediatamente leggibile; presente, ma spesso nascosta; vicina, eppure ancora inaccessibile alla maggior parte delle persone. È proprio in questa tensione tra presenza e rivelazione che la fotografia subacquea ci viene in soccorso permettendoci di fissare fugaci attimi di realtà che inevitabilmente sfuggirebbero allo sguardo. Essa non si limita a mostrare ciò che il mare contiene, ma ci introduce ad un diverso tempo dell’osservazione fermando l’istante e restituendolo alla nostra attenzione, poco prima distolta dall’inestricabile ricchezza del fondale marino. Grazie all’immagine, un anfratto, una parete rocciosa, una scogliera sommersa o un fondale apparentemente uniforme si trasformano in luoghi narrativi, in spazi abitati da organismi con i loro adattamenti e le loro relazioni. Ogni organismo fotografato è pertanto l’espressione di una meravigliosa complessità in quanto parte di un sistema più ampio: una rete ecologica nella quale ogni presenza ha un ruolo, ogni forma è il risultato di un dialogo antico con l’ambiente, ogni equilibrio parla anche della nostra possibilità di continuare ad abitare il pianeta. Questa è la suggestiva narrazione della mostra fotografica di Marco Boncompagni il cui sguardo ci conduce dentro una consuetudine paziente con il mare del Conero e con uno dei suoi luoghi simbolici, il Trave, raccontati negli anni attraverso immersioni, stagioni, ritorni e nuove apparizioni. Le sue fotografie ci ricordano che la conoscenza nasce spesso dalla frequentazione, dalla fedeltà a un luogo, dalla capacità di vedere differenze là dove altri vedrebbero solo continuità. Questa   mostra invita il visitatore proprio a compiere questo passaggio: dal mare immaginato al mare osservato, dal paesaggio generico al dettaglio significativo, dalla meraviglia estetica alla consapevolezza ecologica. Le immagini non propongono soltanto un repertorio di incontri, ma un invito all’attenzione.

La mostra sarà visibile fino al 30 agosto.

Ti è piaciuto? Raccontacelo!

Hai partecipato a una delle attività del progetto D.O.V.E.?

La tua opinione è importante: raccontaci la tua esperienza e aiutaci a valutare e migliorare le nostre iniziative.

Il questionario è anonimo, riservato ai maggiorenni e richiede circa 3 minuti.

 

GLI INVISIBILI
Mostra fotografica e conferenza

Sabato 5 settembre alle ore 18 nel Parco di Villa Molaroni, sarà inaugurata la Mostra “Gli invisibili” a cui farà seguito la conferenza: relatrici Prof.ssa Federica Semprucci e Dr.ssa Eleonora Grassi, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

L’invisibile non ha un peso o un impatto sulla sensibilità dei più quando si parla di conservazione della biodiversità, di sostenibilità ecologica o protezione di specie a rischio estinzione e l’iniziativa mira ad evidenziare come l’invisibile è una porta che conduce ad un doppio racconto, uno biologico e l’altro profondamente umano, ma entrambi connessi al valore della diversità e della resilienza.

Seguirà la presentazione del quaderno n. 31 della collana “Rerum maritimarum” dal titolo Il mare nascosto. Viaggio nella biodiversità dei sedimenti marini, sempre a cura delle due relatrici.

La mostra sarà visibile tutti i giorni fino al 2 Novembre – Parco di Villa Molaroni
Orario:
fino il 30 settembre dalle ore 8 alle ore 20;
dal 1 ottobre al 2 novembre dalle 8 alle ore 19.

 Il fratino, piccolo uccello frequentatore delle dune costiere fanesi, muove in noi molta più simpatia di un organismo grande una frazione di millimetro. La sonnolenta foca monaca che si riposa nelle grotte marine, sugli anfratti rocciosi e sulle spiagge innanzi al mare Adriatico, ci conquista molto di più di un nematode confuso tra i sedimenti del substrato. Mossi da questo tipo di empatia talvolta accade che più specie di macrovertebrati vengano accolte dalla parte illuminata del nostro immaginario collettivo e così tentiamo ogni strada per salvaguardarne il futuro. Dopotutto, se ben ci pensiamo, l’inoffensiva testuggine con la sua eleganza nel nuoto e la caparbietà nel deporre le uova là dove è nata, ci ha indubbiamente incoraggiato a creare ospedali specializzati per il recupero degli esemplari feriti o malati, a compiere azioni di monitoraggio delle popolazioni, a sensibilizzare i pescatori alla tutela di questi incredibili rettili marini. Ma gli invisibili? La biologia ci dice che da soli hanno dimensioni ridottissime e una massa trascurabile, ma tutti insieme hanno una zoomassa che può cambiare la percezione comune del loro valore ecologico e che questa aumenta in ambienti dove la decomposizione è rapida e nelle zone interstiziali. Essi hanno dato inizio e partecipano sin dalla notte dei tempi e al “grande gioco della vita sulla terra”, e mentre spendono il loro ciclo vitale in modi differenti e in mondi piccoli e rischiosi, l’eco della loro vita giunge lontano nella struttura multilivello e multidimensionale della natura. Ma se gli invisibili sono tali agli occhi dei più, lo sono anche coloro che quotidianamente li studiano: i ricercatori. Queste persone, di nazionalità differenti e con matrici culturali diverse, fanno parte di una comunità che costruisce un’altra rete di rapporti per dare il proprio contributo non solo alla conoscenza del funzionamento del mondo naturale, ma per affrontare le sfide della contemporaneità legate alla sostenibilità e alla nostra stessa salute. Lo scopo della mostra e della conferenza è proprio quello di evidenziare come l’invisibile in fondo è una porta che conduce ad un doppio racconto, uno biologico e l’altro profondamente umano, ma entrambi connessi al valore della diversità e della resilienza.

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NATURA Un viaggio nella diversità biologica ed umana

“La diversità dove meno te l’aspetti: biodiversità e diversità umana tra scienza e inclusione”: le origini

La storia del nostro pianeta è inscindibilmente legata alla storia della vita sulla Terra e alla sua straordinaria varietà.

Senza la biodiversità, che alimenta e sostiene l’immenso macchinario della vita, il complesso sistema di cui facciamo parte diventerebbe più fragile e vulnerabile, fino a smettere di funzionare. Così come, senza “variazione”, senza “variabilità” verrebbe meno il combustibile dell’evoluzione.

È qui che il termine “diversità” diventa una chiave interpretativa trasversale, capace di unire tutela della biodiversità, conservazione degli ecosistemi e inclusione sociale.

Guidati da questo paradigma, il progetto di Terza Missione dell’Ateneo di Urbino Carlo Bo si sviluppa con l’obiettivo di rafforzare la dimensione valoriale della “diversità”, promuovendo la conoscenza della biodiversità animale e vegetale, spesso invisibile o poco nota, e incentivando il confronto e la crescita personale grazie all’emersione di quella pluralità di abilità, culture e sensibilità che caratterizzano le comunità umane.

Il progetto propone un percorso che intreccia scienza e inclusione sociale per valorizzare la diversità in tutte le sue forme. L’originalità risiede nell’accostare biodiversità naturale e diversità umana, mostrando come entrambe costituiscano risorse preziose per affrontare le attuali sfide ambientali e sociali. L’approccio innovativo, invece, consiste nell’unire linguaggi scientifici, artistici e multimediali, creando laboratori esperienziali sulla biodiversità, due mostre fotografiche accompagnate dalla pubblicazione di un catalogo, e un convegno in sinergia con Archivio Loreno Sguanci APS, Azobé Odv e Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro.

Questo catalogo è uno dei prodotti di questo progetto, nel quale si mettono in dialogo due dimensioni solo apparentemente distanti: la biodiversità e la diversità umana. Attraverso la fotografia, abbiamo cercato di rendere visibile ciò che spesso rimane invisibile, sia nei sistemi naturali sia nelle esperienze individuali.

La biodiversità, soprattutto nelle sue componenti meno evidenti, rappresenta la trama nascosta che sostiene gli ecosistemi. Allo stesso modo, le differenze tra le persone costituiscono una ricchezza fondamentale, ancora troppo spesso marginalizzata.

Le immagini raccolte in questo catalogo costituiscono una selezione di quelle che saranno esposte nelle due mostre allestite al Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro e rappresentano un invito a rallentare lo sguardo e a interrogarsi su ciò che consideriamo “normale”, “visibile” o “degno di attenzione”, poiché ciò che appare marginale o invisibile, in realtà, spesso sostiene l’equilibrio dell’intero sistema.

Questo catalogo è quindi un invito: a osservare, a riconoscere e soprattutto a valorizzare la diversità, in tutte le sue forme, come principio fondamentale per comprendere e abitare il mondo in modo più consapevole e inclusivo.

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